
Con uno share che oscilla tra il 25% e il 30%, Cento Vetrine è diventata dal 2001 – anno della sua prima messa in onda- la soap più seguita dagli italiani. Superando la più anziana “Un posto al sole” – che va in onda su Raitre dal lontano ’96 – ha già vinto due Telegatti come migliore soap italiana (nel 2003 e nel 2004) e raggiunge ogni giorno più di 4 milioni di spettatori.
Questo prodotto televisivo, tutto Made in Italy, vanta, a dire il vero, degli “antenati illustri”: l’americana e ben più internazionale Beautiful – che del resto è inserita nel palinsesto di Canale 5 proprio insieme alla soap italiana – dimostra con molta chiarezza di condividerne il target…pur con le dovute differenze…
Al di là infatti di elementi comuni, quali grandi industriali, alta borghesia e interni di lusso, la soap americana tratta principalmente di imprenditori della moda. I personaggi sono modelli, proprietari d’azienda, mogli, mariti, amanti, figli, cugini e pronipoti, usati e riciclati in relazioni promiscue, che arrivano a sfiorare la tresca e talvota quasi l’incesto.
Entrambe, tuttavia, sono soap di costume e di successo, dall’America degli anni ’80 all’Italia del XXI secolo: l’Italia della crisi, l’Italia in cui il mercato del lusso non va in crisi, l’Italia delle contraddizioni sociali.
Ma chi lo dice che Cento Vetrine è solo una soap per casalinghe in pausa pranzo? Al di là dei pregiudizi – che la considerano un prodotto televisivo di facile intrattenimento – la soap, quasi in sordina, diventa un “programma d’attualità romanzata”. Mentre infatti sulle altre reti, a quella stessa ora, va in onda il Tg1 e il Tg3, Canale 5 con Cento Vetrine fa, per così dire, il contraltare dell’informazione giornalistica.
Sui giornali imperversano diffamazioni d’ogni sorta, dal quasi silurato Dino Boffo, a D’Alema, a Fini? Ed ecco che i magnati e gli industriali della fiction sono le vittime innocenti di una tempesta mediatica…
Le cronache parlano di morti sul lavoro? Ed ecco che quegli stessi industriali sono pronti a seppellirsi nel centro commerciale che rischia d’esplodere, assieme ai lavoratori verso cui – dicono – hanno precise responsabilità…
Scandali finanziari mandano in fumo milioni di euro e il lavoro della gente? Ed ecco che imprenditori galeotti macchinano intrighi d’ogni sorta a danno di una fascia ben più ampia d’industriali, integerrimi onesti e con un codice d’onore…
Al di là di ogni previsione, gli spettatori della soap italiana si trovano di fronte a puntate “attuali”, che inquadrano queste “chicche di cronaca” dentro il più grande impianto romanzato della soap. Un impianto che prevede inganni e vendette, truffe e tradimenti, sempre sventati e sempre impuniti. E che intanto tratteggia il ritratto di un imprenditore-eroe: bello, ricco, dannato e infelice, che sconta il fio di una ricchezza strabordante con una vita pericolosa e disordinata. Un quasi-eroe della post-modernità.
Soap, cronaca, intrattenimento, soap che rimescola cronaca e intrattenimento: e chi dice poi che Cento Vetrine è solo un prodotto per casalinghe in pausa pranzo?


Commenti
Gino
Mi piace per la chiarezza e per il “Multum in parvo” dell’esposizione: